Testo critico di Giovanna dalla Chiesa:

Il sapiente gioco di tensioni tra il piano della superficie e lo sgusciare della forma, nasce, sin dall’ inizio, nel lavoro di Isabella Nurigiani dal taglio di un materiale esile, disposto a reagire in modo imprevedibile, ma controllabile, come la maquette di cartoncino. Il supporto si piega, scatta, dondola, con la bizzosa intemperanza e la flessuosa, elastica, energia di una piroettante ballerina, la fascia del piano si predispone a divenire segno, gesto, scrittura che attraversa saettando lo spazio, quasi folgore arcaica, mitica, tra la bocca-cosmo di un dio e la terrena e finita esistenza umana.
“Con più titoli”, è una scultura dotata, al tempo stesso, della chiara struttura di chi possiede una formazione, una scuola e risulta invece assolutamente esente da ogni accademismo. Con libertà e con limpido, vibrante, dinamismo l’opera si staglia con forza araldica di cifra nello spazio e nell’ aria che muove, nel doppio movimento di tensione e di offerta, evocando un corpo teso a significare, ma enigmatico nel codice del suo messaggio: mobile e tuttavia scandito, nell’alternarsi del bianco e del nero, capace di evocare l’eleganza di forme animali o il freddo, seducente, styling. Questi binomi, queste duplici cadenze sono l’impronta digitale dell’ artista, come l’inquieto interrogare e nel contempo saper risolversi ad una risposta.