Testo critico di Tiziana Musi 2:

È possibile restituire alla pratica artistica un valore etico, che si costituisca come momento fondante di una riflessione sulla condizione dell’uomo oggi?  Divisi tra due sponde, l’ultima grande installazione di Isabella Nurigiani realizzata per gli spazi esterni di Palazzo Medici-Clarelli propone una risposta significativa e conduce lo spettatore attraverso un percorso dove all’ enunciazione dell’omologozazione, del conformismo intellettuale, come elemento distintivo dell’uomo oggi, si contrappone il riconoscimento del soggetto quale identità autonoma, recuperato nella propria esperienza individuale. Dalla molteplicità delle  sfere, emblema di un’uguaglianza non più vista come obiettivo etico da raggiungere, ma come impoverimento della propria soggettività, Isabella Nurigiani ci conduce in uno spazio aperto, dove nastri di metallo flessibili e dinamici danzano insieme, intrecciando l’una con l’altra sentimenti, emozioni, dolori: è ribadita con forza la necessità di una salvaguardia delle differenze, la conferma che la divisione non solo può essere lacerazione, minaccia dell’unità, ma anche e  soprattutto affermazione del riconoscimento dell’altro come complemento dell’identità del sè, della necessità dell’altro dentro di sè.