Testo critico di Simona Pandolfi:

DIVAGAZIONI INTERPRETATIVE

Le opere grafiche della scultrice Isabella Nurigiani trovano origine dalla libera gestualità dell’artista, caratterizzata da una straordinaria rapidità di esecuzione. Le forme e i segni proposti dall’artista non si discostano dalle ricerche avviate con la scultura, anzi seguono uno stesso percorso ideativo, dove l’approdo all’astrazione non necessita  di un filtro mentale né della realizzazione di un progetto; tutto è affidato alla manualità istintiva, che veicola emozioni, tensioni e impressioni istantanee.
La creazione viene vissuta come un’urgenza del momento, una forza interiore che prende forma attraverso la continua sperimentazione di differenti materiali. In ambito scultoreo Nurigiani predilige il ferro, ma utilizza anche il marmo, il legno, la plastica, il plexiglas, il bronzo e la resina. Nell’incisione, ricorrendo a diverse tecniche tradizionali (acquaforte, acquatinta, puntasecca, maniera nera), propone le forme essenziali già ideate in scultura che, trasferite sullo spazio bidimensionale della carta, perdono la pesantezza della materia conservandone la soluzione visiva. Inoltre, attraverso la pratica incisoria il gesto dell’artista è sia immediato nell’impulso creativo, sia meditato nelle lunghe fasi di lavorazione della lastra.
In mostra, insieme a una scultura e ai gioielli dell’artista, sono esposte otto stampe realizzate recentemente, in cui si denota la doppia natura del linguaggio grafico di Nurigiani. In alcune incisioni prevalgono forme geometriche, che si dipanano in maniera rigorosa nello spazio, senza cadere nella trappola di rigidi schemi compositivi, affrancandosi sulla superficie con una lieve vena ludica.
In altre opere grafiche domina la spontanea gestualità dell’artista: linee curve, graffi e segni fulminei vengono tracciati istantaneamente ricercando ammirevoli effetti dinamici. Come scie vibranti generate dall’impulso creativo, i segni liberi di Nurigiani sono tracce “nervose” delineanti il passaggio di una forma di energia inconscia che si fa visibile.
Tra le opere esposte si rivelano interessanti per la sperimentazione tecnica due incisioni realizzate su piombo, in cui Nurigiani ha unito i procedimenti tradizionali della stampa all’antico sapere degli orafi, modellando le lastre con il laminatoio prima dell’inchiostrazione.  In Omaggio a Nina Simone, invece, il tratto procede liberamente originando un fitto intreccio di linee ondulate sovrapposte, che prendono direzioni diverse al ritmo della musica.
La mostra si conclude con una zona dedicata al gioco, in cui l’artista invita lo spettatore ad una visione emozionale e partecipativa del percorso espositivo. Un’immagine disegnata in camera oscura, successivamente stampata a rilievo su plexiglas e frammentata in tessere, diventa un innovativo “Gioco dei Quindici”, in cui la ricomposizione visiva richiede buona memoria, intuizione e anche un pizzico di creatività nel trovare nuove possibili composizioni all’immagine data.