Testo critico di Laura Maggi:

Dall'età della pietra ad oggi la scultura è testimonianza della presenza dell’uomo e del suo bisogno di occupare lo spazio che lo circonda.
La scultura è un tipo di oggetto sui generis, costituito da uno più materiali che si prestano ad assumere una forma tridimensionale.  È così che una scultura, nelle mani di un artista, diventa un oggetto reso straordinario, perché portatore di un contenuto etico ineludibile, che documenta la lotta costruttiva ed ottimistica per un mondo migliore, sostenuto dall'intelligenza, che destina l 'oggetto ad una funzione sociale.
L'approccio alla scultura di Isabella Nurigiani nasce dalla libertà formale, dalla forza e potenza del suo sentire, senza spiegazioni letterarie e religiose, diventa invenzione di ciò che è inesistente.  La fantasia è sollecitata dal reale, la sensibilità dallo spazio: il risultato è l 'oggetto collegato all'ambiente, alla società, alla storia.  Le opere di Isabella conservano le forme essenziali ed il contatto con il nucleo primitivo di un'idea . La nozione di forma essenziale e' concepita come materializzazione del senso del significato.
La musica è presente in tutto il suo universo, anche quando apparentemente non c'è.  Isabella suona il sassofono.  I concetti di armonia ed il ruolo primario dell'intuizione nella musica sono affrontati nella scultura in modi non dissimili.  Nella scultura e nella musica si usano insieme l'intuito e l'intelligenza.
In "Passaggio Sonoro" e nell "Uovo Preistorico", Isabella Nurigiani riesce a far cantare il ferro ed il marmo, si assiste ad una complessa articolazione estetica in cui l 'artista "homo faber" diventa "homo ludens" e la forma in cui si concretizza l'idea è duplice materia, duttile nelle sue mani.
Le sue sculture hanno riferimenti naturali che sceglie fra i testimoni più rappresentativi della materia primigenia.  L'arte afigurale ha radici molto profonde ed esprime il tempo, la storia e la società.
L'eliminazione dell'oggetto figurativo non è rinuncia alla totalità dell’espressione e al dialogo con il reale, è solo rinuncia all'oggetto "espressivo".
Per Isabella è importante che la forma rimanga un fatto umano e lo spazio sia un fatto di natura, ma che entrambi si abbraccino, perché si annulli la disperante angoscia di non sentirsi pienamente inseriti ed integrati nel mondo.  La sua "esperienza felice" nasce da sedimenti della memoria del suo passato e del suo quotidiano, attraverso il progetto ed il lavoro fisico e produttivo.
Il volo è un tema ricorrente nel suo lavoro. " Bird" e "Fly "sono degli esempi del nobile tentativo di liberare l 'arte dalla miseria della lotta fra i linguaggi, la sua scultura si offre come strumento non gravato da ferite ed idiosincrasie, come processo trasformatosi, che interroga la capacità ultima della scultura di farsi "luogo".  La scultura che non si offre, ma provoca nuove necessità, che risveglia desideri silenti, che invoca un percorso di libertà: invoca poesia.