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Attraverso

Alea Contemporary Art - Associazione Culturale

dal 14 Aprile al 05 Maggio 2022

Inaugurazione

Giovedi 14 Aprile ore 18.00

Viale Guglielmo Massaia 41 - 00154 - Roma

 

archivio eventi

Alea Contemporary Art ha il piacere di presentare le creazioni di Isabella Nurigiani, artista eclettica di  grande esperienza, capace di plasmare materiali come il marmo, il ferro e il bronzo con una cura ed un’eleganza tali che sembrano nati già in quelle forme sinuose e a volte strabilianti.
Parlando con Isabella sono rimasto colpito dalla calma apparente dei suoi occhi, che trasmettono una consapevolezza chiara, decisa. Come la sensazione di solennità che suscitano le sue sculture, partorite dall’incontro di varie energie che danno origine ad altrettanti diversi stati della materia. Il vento si scuote e diventa acqua, la terra fibrilla e prende fuoco, e tutto sembra continuare all’infinito.
Osservando le sue opere sembra di entrare in un grande labirinto ricurvo, si viene inghiottiti da quelle linee morbide e non se ne vuole più uscire, perché sentiamo che quelle sinuosità sono le nostre linee di forza che esplorano il mondo.  C’è qualcosa di ultraterreno nei suoi lavori, sono una finestra su un mondo che ci appartiene, e attraverso questa finestra abbiamo la possibilità di conoscere e conoscerci.  Troviamo sempre una via di fuga, un modo per passare dall'altra parte, "attraverso"; prende forma così la possibilità di una riflessione intensa, una catarsi per tutti noi, come una sorta di grande cascata sotto cui passare e
rinascere rigenerati. Alcune opere sono piccoli oracoli presso cui consultarsi nella propria intimità e  cogliere importanti spunti che possono rivelarsi decisivi.  E’ il movimento, anche impercettibile, che traspare dal metallo, quel senso di sospensione fisica e temporale che non vuol dire immobilità, ma anzi potenzialità, a donarci quella calma e quella serenità che ho poi ritrovato nei suoi occhi, come in un grande cerchio anímico da dove tutto nasce e tutto ritorna.  Cogliere quel passaggio invisibile attraverso cui entrare nei lavori della Nurigiani significa entrare in un mondo dove il vuoto e il pieno si compenetrano in tutti i colori del movimento e del possibile.  E avvertiamo una pluralità di identità in ogni scultura, perché cambiando il punto di vista cambiano le forme, si rinnova l’immagine, ogni volta diversa ma sempre la stessa.  Il messaggio è sempre forte, si dilata nello spazio, si sospende e si riattiva ad ogni sguardo.
Insieme alle sculture, sono esposti anche stampe e monotipi su carta, che non sono altro che proiezioni grafiche su superfici piane delle visioni tridimensionali dell’artista. Curve, colori, pensieri che scivolano, abbozzi di simmetrie che non si lasciano intrappolare e si dissolvono in un movimento continuo, un lento fluire di pensieri ed emozioni, attraverso i quali i nostri sensi restano turbinosamente appagati.
Andrea Pacini

14 apr 2022

Attraverso

Alea Contemporary Art - Associazione Culturale

14 Aprile - 05 Maggio 2022

Da Sabato 23 ottobre Villa Glisenti ospiterà la Mostra collettiva di 24 artisti (di cui 22 italiani), proposta dal Centro arte Lupier in collaborazione con l'assessorato alla cultura del Comune.
«Dalle evanescenze alle corposità è una sorta di viaggio, un percorso dove lo pittura e la scultura hanno tracciato una sintesi quasi del tutto già storicizzata, sia per i fondamenti tematici e sia per quelli stilistici di ciascuno degli autori che partecipano.»
L'esposizione sarà aperta presso i locali di Villa Glisenti fino al 7 novembre 2021, il Sabato e Festivi dalle 15 alle 19, con ingresso libero (è necessario il green pass).

10 ott 2021

Dalle evanescenze alle corposità - Brescia
Mostra itinerante a cura del Centro Arte Lupier

Biblioteca Comunale - Villa Glisenti - Villa Carcina (BS)

23 ottobre - 07 novembre 2021

DALLE EVANESCENZE ALLE CORPOSITA'

Sabato 18 settembre alle ore 18,00, si inaugura al Palazzo Orsini di Bomarzo, la località del viterbese famosa per il Parco dei Mostri, l'esposizione di opere in pittura e scultura denominata "Dalle Evanescenze alle Corposità". L'evento altro non è che un viaggio, un'osservazione sulle modalità esecutive delle opere presenti nella Mostra e che esprimono la sensibilità e i tratti caratteriali degli autori, i modi peculiari e soggettivi di fare arte. Ognuno con il proprio racconto narra di sé, del proprio mondo interiore con tratti personali e riconoscibili, affermando una propria cifra stilistica. Nel labirinto dell'arte visiva l'artista opera un incessante e strenua ricerca di ciò che gli appartiene e che è nel limbo dell'approssimazione, imminente a svelarsi anche a se stesso. Alcuni di questi artisti possono così essere annoverari nella componente "evanescenze" in quanto riescono pienamente a configurare il senso di una costruzione, pur in assenza di codici reali della figurazione, che spaziano in un emisfero senza limiti perimetrici della composizione, pur contemplando lo spazio come superficie narrativa e celebrativa. Nell'ambito invece della "corposita" quello che avviene è immediatamente visibile, perchè è nella sua natura la visibilità che gli appartiene. Non ci sono misteri riconducibili all'io, perchè l'io é manifesto, come è manifesto il perchè che lo sostiene, l'architettura che lo indirizza, la poesia che lo rende comprensibile, la luce che lo investe, lo catalizza e gli elementi si regolano come per calcolo matematico, dando vita a quella connessione meravigliosa che c'è tra l'artista e l'opera: l'ispirazione. La Mostra, curata da Pierluigi Cattaneo e Gianfranco Mascelli, vede esposte opere di Claudia Angrisani, Jennifer Baker, Maria Bellante, Antonio Carbone, Francesca Carle, Pierluigi Cattaneo, Alfredo Celli, Enzo Consiglio, Giò Coppola, Luce Delhove, Lucia Di Miceli, Mario La Carrubba, Gianfranco Mascelli, Angelita Mattioli, Michele Mautone, Barbara Migno, Isabella Nurigiani, Achille Pace, Luciano Pea, Flavio Pellegrini, Elio Rizzo, Elena Sevi, Edoardo Stramacchia, artisti provenienti da tutta Italia.
L'esposizione delle opere, a cura del Centro Arte Lupier, sarà visitabile dal 18 settembre al 9 ottobre a Palazzo Orsini di Bomarzo nei seguenti orari: dalle ore 11,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00 per trasferirsi successivamente a Villa Glisenti di Villa Carcina in provincia di Brescia.

12 set 2021

Dalle evanescenze alle corposità
Mostra itinerante a cura del Centro Arte Lupier

Palazzo Orsini - Bomarzo (VT)

18 Settembre - 9 Ottobre 2021

SECONDA EDIZIONE DELLA RASSEGNA NEROTHEMA
TORNA LA MOSTRA COLLETTIVA NEROTHEMA, ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE LA MEDUSA. SECONDA EDIZIONE IN VERSIONE ONLINE.

La mostra collettiva dal titolo "NeroThema" che nel 2019 ha visto la sua realizzazione nella cornice della Chiesa di Santa Maria Nuova a Gubbio, riscuotendo particolare gradimento, è stata fortemente voluta da molti artisti che hanno a gran voce richiesto questa seconda edizione della rassegna d’arte contemporanea dedicata al tema del nero. La situazione sanitaria vede ancora chiusi, da mesi ormai, i luoghi di cultura e tutti gli eventi ad essi collegati, e così la seconda edizione si svolgerà online, come già accaduto con altre rassegne d’arte, con galleria virtuale 3d. Confermato il patrocinio del Comune di Gubbio, dell’Associazione Host e della Inner Wheel Club Gubbio-Gualdo Tadino e confermata anche la preziosa partnership stretta con il blog TravelonArt, le cui fondatrici Anastasia Fontanesi ed Anna Fornasari, saranno presenti al vernissage previsto per sabato 20 marzo su piattaforma zoom. "In principio era il nero, un buio assoluto prima del fatidico big-bang, come ipotizzato dalle odierne teorie scientifiche, in seguito una condizione relativa legata alla privatio lucis, al nero fenomenico di ciò che rimane in ombra – da questo anteposto siamo partiti con la prima edizione ormai nel 2019, la nostra volontà era organizzare in presenza una seconda edizione a distanza di due anni, ma il perdurare della situazione sanitaria, ci ha spinto ad organizzare lo stesso la rassegna in versione online – dichiarano dall’Associazione – e sono state oltre novanta le richieste di adesione, tra questi sono stati selezionati 46 artisti, è stato realizzato il catalogo sia digitale che cartaceo con un contributo anche dell’Assessore alla Cultura del Comune di Gubbio, Giovanna Uccellani che ringraziamo". Conosciamo dunque gli artisti che partecipano alla rassegna in ordine alfabetico: Alunni Alberto, Cinzia Argenti, Roberta Barbieri, Moreno Bartoli, Barbara Benvegnu’, Aurelio Bruni, Duilio Busdon, Alfonso Camplone, Luca Cappai, Francesco Casolari, Lorella Cerquetti, Daniela Chionna, Ivo Compagnoni, Giulia Contessa, Cinzia Coronese, Teresa Dal Dosso, Simonetta D’Alessandro, Marina De Carlo, Liana Degan, Giacinta Di Battista, Raffaele Dragani Raf, Gianfranco Duro, Maria Teresa Eleuteri, Marilena Evangelista, Sergio Gandini, Francesca Girardello, Carlo Maria Giudici, Antonio Giuliani, Kirsten Hammond Andersen, Giovanni Ingrassia, Francesca Lauria Pinter, Marco Locatelli, Francesco Loliva, Francesco Mercadante, Teresa Michetti, Marcello Nebl, Novelli Barbara, Isabella Nurigiani, Beatrice Palazzetti, Emanuele Pantaleoni, Fabiano Paterlini, Jessica Pintaldi, Carlo Sartori, Gianluca Giuseppe Seregni, Silvia Tolomeo e Laura Zilocchi. La galleria 3d, sarà poi pubblicata e condivisa nei canali social dell’Associazione, e giornalmente sugli stessi, verranno fatti focus di approfondimento sulle opere e sugli artisti fino al 31 marzo, giorno di chiusura della mostra. Per partecipare all’inaugurazione virtuale del 20 marzo alle ore 15.30, è necessario accreditarsi per avere i dati di accesso, scrivendo ad ino@medusacultura.it

14 mar 2021

Nerothema

Seconda edizione - Versione online

20 al 31 Marzo 2021

Portate dal vento è il titolo di questa importante rassegna, che vede esposte le opere delle celebri artiste
Veronica Fonzo, Isabella Nurigiani, Flavia Robalo e Paola Tazzini Cha.
La scelta di questo titolo non è affatto casuale: esso allude ad un pensiero della “leggerezza”, all’esperienza del distacco dalla realtà, finanche alla “sottrazione”. Le opere esposte, pur nella loro rispettiva specificità, testimoniano il concretizzarsi di un pensiero “discreto”, che poi è una pratica della discrezione e dunque un chiaro invito al discernimento.  Si tratta a questo livello di una poiesis, di un “fare”, quello delle artiste, tutte donne – aspetto per niente marginale – che non si impone autoritariamente sulla realtà per trasformarla, ma per accompagnarla nel suo cammino “lento e discreto”, a tratti silenzioso ed insapore, ma per questo molto eloquente.  Tutte le opere accompagnano il flusso mobile del reale per raccoglierlo nella forma, che resta però soltanto una “traccia” esposta all’azione del vento, quale metafora preziosa di una realtà certo dinamica, ma sempre in consonanza con la natura, non solo ed esclusivamente umana.
È entro tale cornice che la figura umana non può più dominare incontrastata la rappresentazione
estetica, non potendo altro che farsi carico della propria residualità discreta, a tratti “apollinea”. Lo stesso vale per l’elemento naturale, che resta sempre custodito all’interno della sua spontaneità discreta. Tutte queste opere sono nate a Occidente ma per guardare a Oriente: sono animate dallo spirito apollineo. Non può essere trascurato altresì un altro aspetto importante, di natura precipuamente “morale”: da queste opere emerge un invito all’atarassia, intesa come indifferenza verso le cose non naturali e non necessarie. L’atarassia dei profili umani scolpiti testimonia la presenza viva di un pensiero della “leggerezza”, appunto quella stessa leggerezza che consente alle artiste ed alle loro opere di essere portate dal vento naturale nel mondo umano, troppo umano. Ogni opera porta qualcosa nel mondo, provenendo come da un “altrove”: un fiore di campo, un albero i cui rami crescono a spirali di ferro, un bambino sconosciuto che pare interrogarsi sul senso della presenza.  Tutto è collegato da un comune legame, quello del gioco di presenza/assenza dei contenuti, dinamica destinata comunque a lasciar tracce di sé, come accade con le orme di un passeggiatore solitario dialogante con se stesso.  Per concludere con le parole del Rousseau delle Rêveries du promeneur solitaire, attraverso queste opere, si accede ad “uno stato di semplicità e
permanenza che non ha di per sé nulla di vivace, ma dove è la durata ad accrescerne la grazia, fino a trovare in esso la felicità suprema”.
RICCARDO RONI

27 set 2020

Portate dal vento

Studio Tiepolo38 - Arte contemporanea - Roma

8 Ottobre - 30 Dicembre 2020

DIVO C. Hic et Nunc – visioni future, ideato dall’architetto Monica Cecchini, promosso dall’Associazione Incinque Open Art Monti, in collaborazione con artisti e galleristi, sarà inaugurato a Roma il 10 settembre dalle ore 18.00.

Un percorso ideale partirà dal rione Monti per attraversare diversi spazi artistici diffusi nei quartieri di Trastevere, Ludovisi, Coppedè, Monte Verde, Pigneto, Prati e Corviale a significare che l'arte può vivere in ogni luogo e che si può ricreare una geografia urbana legata non più all’accentramento di attività ma ad una serie aperta di progetti ed azioni attraverso cui recuperare tracce, produzioni culturali, creazioni artistiche e nuove energie sorgive.
DIVO C, progetto creativo si autosostiene e coinvolge 14 spazi d’arte: AntiGallery, HUB/39Art, Incinque Open Art Monti, I love ceramica, Kapocci Studio, La linea Artecontemporanea, Lupigiada, Officine Adda, Otto Gallery, Spazio Monti, Spazio Urano, Spazio Veneziano, Stamperia Ripa69 e Virus art. Le strutture espositive hanno messo a disposizione i propri spazi ospitando artisti, organizzatori, curatori per realizzare esposizioni, performance, incontri di pittura, incisione e grafica, fotografia, ceramica e gioiello contemporaneo.
Tra gli artisti invitati ad interrogarsi sul rapporto presente-futuro, tempo-spazio, sull’interazione tra il nostro universo interiore e quello esteriore, e come queste reciprocità possano cambiare l’ambiente: Corrado Veneziano, Raha Tavallali, Alessandro Arrigo, Zhanna Stankovych, Re Barbus, Giorgio de Finis, Maria Grazia Morsella, Alberto Mantegna, Daniela di Lullo, Laura Amato, Tancredi Fornasetti, Christin Bonbon, Marco Perna, Virginia Carbonelli, Fabio Mariani, Paolo Andruccioli, Luisa Raggi, Martina Vanda, Tancredi, Claudio Giuli, Mario Glover e molti altri.
Gli autori esporranno le loro creazioni artistiche per supportare la riapertura degli spazi artistici di Roma e costruire un territorio dove gli spazi siano rigenerati, gli operatori artistici e culturali inseriti in una forma di cooperazione, dove ogni spazio possa esprimere un suo continuum creativo creando una mappa emozionale per le persone e il territorio.
La conferenza stampa di presentazione si terrà a Palazzo Merulana il
9 settembre, dalle ore 11.00

31 ago 2020

Divo C - Hic et Nunc - Visioni Future

Associazione culturale La_Linea Artecontemporanea

10 settembre 2020

Il percorso espressivo di Isabella Nurigiani è fortemente legato alla sua personale ricerca poetica e introspettiva del rapporto “uomo e natura”.  Le sue opere nascono dalla elaborazione percettiva ed emozionale della condizione dell’essere umano nel relazionarsi tanto con ciò che lo circonda, quanto con gli eventi che lo sospendono nel tempo e nello spazio. 
La sua sperimentazione artistica non si risparmia nella scelta materica e le sculture, siano esse in ferro o in marmo, dialogano emotivamente con l’osservatore generando una serie infinita di suggestioni.  Sono forme sinuose di un pensiero che possiamo definire etico, sociale, puro, cosmico e che produce in chi le osserva, quello che gli americani definiscono “mindfulness”. 
Nella definizione di vibrazione leggiamo: “oscillazione di ampiezza relativamente piccola e di frequenza relativamente grande”, ma vibrazioni sono anche quelle dell’anima o quelle che emaniamo e riceviamo.  Le vibrazioni rendono comprensibile la differenza fra le molteplici manifestazioni della materia, dei sentimenti, dei pensieri.  Nelle opere di Isabella Nurigiani, sono presenti le Infinite Vibrazioni di un’estetica armoniosa e plastica in grado di rendere duttile e quasi immaterico tanto il marmo quanto il ferro liberandone la forma che si manifesta come anima, dalla infinita leggerezza. Le sue sculture si presentano infatti leggere e sinuose, prive di un peso specifico, attraversate da contrassegni emozionali dove il diverso utilizzo dei materiali, connota un carattere visivo di raffinata sensibilità. 
Il rapporto tra le opere individua fisiologicamente quella innata dialettica tra “natura interiore e spazio esistente” che in “Cosmogonia” e “Guardarsi e non Riconoscersi”, scruta sapientemente complementarità e polarità, figurazione e astrazione in un equilibrio emozionale che cerca nell’osservatore, il dialogo e l’interazione. “Parlarsi in trasparenza” e “Tempo sospeso” esplorano, nella loro diversità strutturale e compositiva, quell’ “incantesimo vivente” che è la costruzione e la creazione di un nuova sintonia interindividuale così come ”Prigionieri di se stessi” e “Passato presente e futuro” raccontano dell’umiltà e volontà di chiedere aiuto nella comprensione, non perdendo di vista l’altro in quella libertà empatica che è costruzione progettuale. 
Così la brutalità del metallo, materia antica e gravosa, si tramuta nel lavoro di Isabella Nurigiani, in sublime vibrazione dalla levità aerea e, l’asperità del marmo, in voluttuosa plasticità dove la forma viene a perdere la sua naturale staticità, conducendo in una dimensione vibrante di “eterna energia cosmica” in cui le opere, sembrano sospese tra noi e l’infinito.

28 giu 2020

Infinite vibrazioni - San Benedetto del Tronto

Palazzina Azzurra - San Benedetto del Tronto

11 Luglio - 30 Agosto 2020

5 apr 2020

Quintetti d'Arte

Mostre paradigmatiche online

Aprile 2020

Il percorso espressivo di Isabella Nurigiani è fortemente legato alla sua personale ricerca poetica e introspettiva del rapporto “uomo e natura”.  Le sue opere nascono dalla elaborazione percettiva ed emozionale della condizione dell’essere umano nel relazionarsi tanto con ciò che lo circonda, quanto con gli eventi che lo sospendono nel tempo e nello spazio. 
La sua sperimentazione artistica non si risparmia nella scelta materica e le sculture, siano esse in ferro o in marmo, dialogano emotivamente con l’osservatore generando una serie infinita di suggestioni.  Sono forme sinuose di un pensiero che possiamo definire etico, sociale, puro, cosmico e che produce in chi le osserva, quello che gli americani definiscono “mindfulness”. 
Nella definizione di vibrazione leggiamo: “oscillazione di ampiezza relativamente piccola e di frequenza relativamente grande”, ma vibrazioni sono anche quelle dell’anima o quelle che emaniamo e riceviamo.  Le vibrazioni rendono comprensibile la differenza fra le molteplici manifestazioni della materia, dei sentimenti, dei pensieri.  Nelle opere di Isabella Nurigiani, sono presenti le Infinite Vibrazioni di un’estetica armoniosa e plastica in grado di rendere duttile e quasi immaterico tanto il marmo quanto il ferro liberandone la forma che si manifesta come anima, dalla infinita leggerezza. Le sue sculture si presentano infatti leggere e sinuose, prive di un peso specifico, attraversate da contrassegni emozionali dove il diverso utilizzo dei materiali, connota un carattere visivo di raffinata sensibilità. 
Il rapporto tra le opere individua fisiologicamente quella innata dialettica tra “natura interiore e spazio esistente” che in “Cosmogonia” e “Guardarsi e non Riconoscersi”, scruta sapientemente complementarità e polarità, figurazione e astrazione in un equilibrio emozionale che cerca nell’osservatore, il dialogo e l’interazione. “Parlarsi in trasparenza” e “Tempo sospeso” esplorano, nella loro diversità strutturale e compositiva, quell’ “incantesimo vivente” che è la costruzione e la creazione di un nuova sintonia interindividuale così come ”Prigionieri di se stessi” e “Passato presente e futuro” raccontano dell’umiltà e volontà di chiedere aiuto nella comprensione, non perdendo di vista l’altro in quella libertà empatica che è costruzione progettuale. 
Così la brutalità del metallo, materia antica e gravosa, si tramuta nel lavoro di Isabella Nurigiani, in sublime vibrazione dalla levità aerea e, l’asperità del marmo, in voluttuosa plasticità dove la forma viene a perdere la sua naturale staticità, conducendo in una dimensione vibrante di “eterna energia cosmica” in cui le opere, sembrano sospese tra noi e l’infinito.

26 gen 2020

Infinite vibrazioni

Mobius Contemporary space - Roma

13 Febbraio - 21 Marzo 2020

5 gen 2020

Segni, spessori, forme e materie

Castello di Santa Severa - Santa Marinella (RM)

18 gennaio - 16 febbraio 2020

24 nov 2019

ArtBasel Miami 2019

Red Dot Miami - Miami (FL) USA

5 - 8 Dicembre 2019

3 nov 2019

Budapest ArtExpo

Biennale d’Arte Italiana - Galeria Pintér - Budapest

22 Novembre 2019

Isabella Nurigiani
“Bianco#Nero – Dialoghi”

Mercoledì 22 maggio 2019, alle ore18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli
22 si inaugura la mostra di Isabella Nurigiani “Bianco#Nero – Dialoghi” a cura di: Cornelia Bujin
L’esposizione rimarrà aperta fino al 7 giugno secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00
alle 20,00, altri orari su appuntamento.
L’evento è il secondo appuntamento di Osservazione 2019 ciclo di quattro mostre in cui gli artisti
dall’Associazione culturale FUORI CENTRO, tracciano i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei
multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione.
Isabella Nurigiani da sempre sensibile e attenta osservatrice dei codici simbiotici ed interpretativi
contemporanei, nel suo percorso artistico sviluppa un particolare interesse verso l’uso materico del marmo e del ferro. La scultura è la sua naturale e vera espressione in cui l’energia vitale è la matrice che può aiutare alla comprensione, alla interazione e solidarietà e all’abbattimento delle frontiere ideologiche. Nella contrapposizione materica tra il marmo e il metallo, tra il chiaro e lo scuro, tra la luce e la materia, tra il “Bianco e il Nero”, si dilata un dialogo fluido dove “l’anima stessa si ritrova in un luogo improbabile”.  Nelle
opere della Nurigiani la scultura supera dunque tutti i linguaggi storici restituendosi a noi più che mai giovane e bella nel metallo nel dominarlo, nel marmo, nel lavorarlo come elemento prezioso.  Le opere
presenti in mostra sono parte integrante tanto di un dialogo quanto di una ricerca formale dove, la nudità
dei materiali, che non mascherano le loro naturali proprietà, vengono lavorati e piegati come linee sottese e vibranti esaltando nel monocromatismo, le tonalità del chiaroscuro come forme pronte a staccarsi da terra per librarsi nello spazio.

5 mag 2019

BIANCO#NERO – DIALOGHI

Studio Arte Fuori Centro

22 Maggio - 7 Giugno 2019

5 mag 2019

Finestre d'Artista

Fondazione Centro Arti visive - Convento di San Francesco

17, 18, 19 maggio 2019

26 nov 2018

ArtBasel Miami 2018

Naif International Gallery - Miami Beach (FL) USA

6 al 9 Dicembre 2018

Isabella Nurigiani: frammenti di percezioni.
Di Elisa Battisti

“Credi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo è il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te, e vigile. Nello stesso tempo ti rendi conto dell'abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa e provoca quasi un senso di vertigine, un timore di essere scoperta, di vederti messa a nudo, smascherata, riportata ai tuoi giusti limiti” – “Persona”, Ingmar Bergman.

Ho conosciuto Isabella Nurigiani diversi anni fa in una galleria di Roma, lo sguardo fiero e il piglio deciso mi avevano attratta fin da subito. “Belle vibrazioni”, pensai. Poi ho avuto modo di ammirare i suoi lavori ed il modo in cui interagisce con la materia e le prime sensazioni si sono trasformate in profonda ammirazione e poi affetto. Nell’incontro con i lavori di Isabella ci si sente affascinati dalla percezione di estrema facilità nel plasmare i materiali, spesso duri e pesanti e ai quali riesce a conferire un estremo senso di movimento e trasformazione. Con “Prigionieri di se stessi” si conferma lo stesso impatto, forte e immediato. Tra i dieci pezzi esposti, quello che dà il titolo alla mostra è il lavoro che va a delineare la ricerca che ha voluto intraprendere l’artista, trasferendo nella materia la rappresentazione ideale dell’involucro dove spesso ci si nasconde: pregiudizio, aspettativa, falsa morale, giudizio altrui che spesso non riporta ad altro se non al nostro, severo e censore. Queste le zavorre che si frappongono come impedimento principale nella realizzazione della propria identità più vera, nel lasciar fluire la natura più intima di ognuno che spesso trova nella dualità la sua essenza più sincera e nell’incontro tra opposti la fusione ideale. In “Maschile e femminile” i due poli si uniscono ma come parte di un unico stesso elemento che li contiene entrambi, luce e oscurità, bianco e nero, l’uno senza l’altro non esisterebbe ma invece di incontro violento qui si fa abbraccio di forze agli antipodi tra azione e passione. Ed è nella costruzione dell’identità che si inserisce prepotentemente “Totem”, elemento che da sempre sancisce appartenenza ed è ascrivibile nell’opera di Isabella Nurigiani ad elementi più vari. La struttura domina lo spazio e si presenta come un blocco rettangolare di marmo bianco cui va ad intersecarsi una struttura circolare in marmo nero del Belgio. Ecco allora che ognuno potrà attingere al proprio bagaglio di valori, paure e fedi per attribuire all’elemento totemico il significato prescelto che sia religioso, pagano o come nel mio caso collegato ad una spiritualità in stretto contatto con la Natura e la Terra, come quella dei Nativi Americani. “Albero solitario” prosegue nell’indagine identitaria che ora si fa Uno, rimandando ad un dialogo solipsistico nel quale la solitudine si fa necessità.  L’utilizzo che fa Isabella Nurigiani dei materiali - marmo bianco e nero e bronzo - crea un’energia palpabile e facilmente percepibile anche da uno sguardo inesperto. La verticalità è l’elemento ricorrente in queste opere nelle quali all’interno di forme di parallelepipedi vanno ad inserirsi elementi di contrasto, con forme sferiche e tondeggianti. Il gioco rigoroso e spigoloso interrompe con ”Guardarsi e non riconoscersi”, dove diventa fluidità e morbidezza e che potrebbe interpretarsi come il punto ideale di chiusura di questa indagine, massima espressione del doppio e dell’immagine deformata di se stessi. Elementi apparentemente identici ma che trovano nell’inversione speculare dei loro materiali la modalità di messa in scena dell’alterità, del non riconoscersi, del rimbaudiano “Je est un autre, Io è un altro”.

25 nov 2018

Prigionieri di se stessi

Galleria Studio Tiepolo 38

14 Dicembre 2018 al 31 Gennaio 2019